Se si dovesse eleggere una capitale della gastronomia italiana — non del turismo gastronomico, non della moda culinaria, ma della vera, profonda tradizione alimentare — la scelta cadrebbe molto probabilmente su Torino. E una citta che ha inventato sapori che il mondo intero ha adottato come propri senza sempre sapere dove erano nati: il gianduiotto, il vermouth, i grissini, il bicerin, il cioccolato al latte. E la citta dove nacquero l'Accademia Italiana della Cucina e Slow Food, dove si tengono le grandi fiere del gusto, dove la qualita delle materie prime e considerata un valore civico prima ancora che gastronomico.

Torino e anche la citta del Ristorante Caprera 1883, che dal Corso Moncalieri serve cucina piemontese della tradizione da oltre 140 anni. Siamo parte di questa storia, e in questo articolo vogliamo raccontarla — perche crediamo che capire Torino significhi capire meglio il cibo che si porta in tavola.

Il Settecento: Torino inventa il vermouth e il gianduiotto

La vocazione gastronomica di Torino affonda le radici nell'epoca sabauda. Torino era la capitale del Regno di Sardegna, sede di una corte sofisticata e aperta agli influssi europei. Fu in questo contesto che nel 1786 Antonio Benedetto Carpano creo il vermouth — vino aromatizzato con erbe, spezie e alcool — nella sua bottega in Piazza Castello. Da li si diffuse in tutto il mondo, diventando la base dei grandi cocktail classici: il Negroni, il Manhattan, il Martini. Ancora oggi Torino e il centro mondiale della produzione del vermouth, con marchi storici come Cinzano, Martini e Punt e Mes.

Il gianduiotto — il cioccolato piemontese per eccellenza, a forma di barchetta rovesciata — nacque nel 1865 come risposta al blocco napoleonico del cacao, mescolando il cioccolato con le nocciole delle Langhe. Una necessita che divenne eccellenza, come spesso accade nella storia della cucina italiana.

"Torino non e una citta che parla di cibo. E una citta che fa cibo — da secoli, con serietà, con tecnologia, con creativita. E questo si sente in ogni morso."

I grissini e il bicerin: altre invenzioni torinesi

I grissini torinesi nacquero nel XVII secolo: il panettiere di corte Antonio Brunero li invento su ordine del medico di Vittorio Amedeo II, che soffriva di disturbi digestivi. Il pane allungato, sottile e croccante piacque cosi tanto da diventare il pane ufficiale della corte sabauda. Napoleone Bonaparte si innamoro dei grissini torinesi al punto da farne arrivare carichi a Parigi, chiamandoli i "petits battons de Turin".

Il bicerin — la bevanda calda di caffe, cioccolato e panna servita in un bicchierino a strati — nacque nel 1763 al Caffe Al Bicerin di Piazza della Consolata, che esiste tuttora. E la risposta torinese al cappuccino: piu raffinato, piu complesso, irresistibilmente barocco come l'architettura della citta.

La sala storica del Ristorante Caprera 1883 a Torino

Slow Food, Salone del Gusto e la cultura gastronomica torinese

Nel 1989, Carlo Petrini fondo Slow Food a Bra, nel cuneese. L'idea era rivoluzionaria: in risposta al fast food e all'agricoltura industriale, valorizzare la biodiversita alimentare, i produttori locali e la cultura della tavola come patrimonio umano. Oggi Slow Food e presente in 160 paesi e organizza ogni due anni a Torino il Salone del Gusto, la piu grande fiera dell'agroalimentare di qualita al mondo. Torino e anche la sede di EATALY, la catena di supermercati gastronomici fondata da Oscar Farinetti nel 2007 che ha esportato in tutto il mondo l'idea del cibo italiano di qualita.

Il Ristorante Caprera 1883 e, in piccolo, un microcosmo di questa tradizione straordinaria. Siamo a Torino dal 1883, serviamo cucina piemontese con ingredienti del territorio, e abbiamo visto la citta cambiare mantenendo il filo che ci lega a questa storia. Venite a scoprire la gastronomia torinese attraverso i nostri piatti, in Corso Moncalieri 22, con vista sul Po. Prenotate il vostro tavolo e fate parte, per una serata, di questa storia lunga 140 anni.